Italy! Omicidio Sharon Verzeni sì dei giudici alla perizia psichiatrica per Sangare, Cosenza 22enne ucciso a coltellate al culmine di una lite, Firenze un neonato morso da un cane: operato in ospedale non è in pericolo di vita, Pedopornografia online 6 arresti e 7 perquisizioni in Veneto, Roma pugni e coltello contro sposi gay dopo la cerimonia, Pedopornografia online sette arresti: su un pc trovati oltre 150mila file compromettenti, Omicidio Maati la procura di Firenze: “Ucciso perché scambiato per il ladro di una sigaretta elettronica”, Monza 26enne ritrovata morta nel bosco con mani e piedi legati, Uomo ucciso dai cani a Bagheria (Palermo) la proprietaria: “Se sono stati loro pagheremo le conseguenze”, Lite in un bar nel Goriziano tre persone accoltellate: una ragazza è grave, Roma 25enne trovata morta in casa: ipotesi overdose Indagato il compagno, Lecce un 65enne arrestato per abusi su un bambino di sette anni, Fine vita primo caso di suicidio assistito in Lombardia, Sgominata banda di truffe online “svuota conti”, Truffa utilizzando il nome di Crosetto, due indagati a Milano, Babysitter uccisa a Milano gip “Il compagno stava per partire per Lisbona”, Omicidio Federica Squarise, esce dal carcere l’uruguaiano che la violentò e la uccise, Anziana massacrata per rapina in casa indagato un minore, Raffica di furti tra Cortona e Arezzo i residenti “Siamo esasperati”, Calci e pugni a una guardia giurata donna malvivente consegnato alle forze dell’ordine 2025.2.9-2.25

2025.2.25 Omicidio Sharon Verzeni, sì dei giudici alla perizia psichiatrica per Sangare
A presentare la richiesta il suo avvocato difensore. La famiglia si dice “sorpresa”, ma “confidiamo nella giustizia”
Per l’uomo reo confesso dell’omicidio di Sharon Verzeni, Moussa Sangare, è stata accolta la richiesta di perizia psichiatrica. A presentare la domanda per fare luce sulla capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento del delitto è stato il suo avvocato e i giudici della Corte d’Assise di Bergamo hanno dato parere favorevole. Il legale ha parlato di “atteggiamenti distaccati dalla realtà” per il suo assistito. Il pm Emanuele Marchisio aveva invece chiesto il rigetto della richiesta sulla perizia. Sharon, barista di 33 anni, venne uccisa a coltellate a pochi metri da casa sua, a Terno d’Isola (Bergamo), la notte tra il 29 e il 30 luglio del 2024.
Il 15 marzo sarà quindi nominato un perito per valutare sia la capacità di stare in giudizio di Sangare sia la sua capacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio della 33enne.
La “sorpresa” dei familiari di Sharon I familiari di Verzeni sono rimasti “sorpresi” per la decisione della Corte d’Assise di Bergamo. “Confidiamo sempre nella giustizia”, ha aggiunto il padre di Sharon, Bruno Verzeni. “Siamo stati un po’ sorpresi dalla decisione, soprattutto sull’ammissione della perizia sulla capacità processuale – ha detto Verzeni che aveva accanto a sé la moglie Maria Teresa e la figlia Melody -. Comunque confidiamo lo stesso nella Corte e speriamo di ottenere giustizia”.
Il pm aveva chiesto il rigetto della richiesta della difesa Durante la sua requisitoria, il pm di Bergamo aveva chiesto alla Corte di rigettare la richiesta sulla perizia psichiatrica in quanto Sangare è stato dimesso dal reparto protetti a settembre, perché non vi erano elementi per tenerlo ancora lì: “E’ sempre stato descritto come vigile e orientato”. Dopo aver ammazzato Verzeni, inoltre, il 31enne ha mostrato “una certa intelligenza”, “non si è costituito”, e “ha modificato la bici, ha tagliato i capelli per ostacolare la sua individuazione”. Per Marchisio, non sussistono le motivazioni per una richiesta di perizia psichiatrica né per una incapacità di “stare in giudizio” né per l’incapacità di intendere e volere al momento dell’omicidio quando, a suo avviso, vi è stata “apatia morale”.
Sangare alla Corte: “Sono innocente” Moussa Sangare prima che la Corte d’assise di Bergamo si riunisse in camera di consiglio, alla richiesta dei giudici se volesse dire qualcosa ha gesticolato, borbottando: “Sono innocente”.

2025.2.22 Cosenza, 22enne ucciso a coltellate al culmine di una lite
Un ragazzo di 22 anni di origini marocchine è stato ucciso a Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza. Il giovane, trasferito d’urgenza in ospedale dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico, è morto poco dopo. L’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una lite. Fatale sarebbe stato un colpo di coltello all’addome.

2025.2.21 Firenze, un neonato morso da un cane: operato in ospedale, non è in pericolo di vita
L’intervento chirurgico è riuscito perfettamente e i medici non prevedono danni neurologici per il piccolo, che ha solo 15 giorni di vita. L’incidente è avvenuto nella casa dei genitori
Un neonato di 15 giorni è stato portato in codice rosso in ospedale per un trauma cranico dopo essere stato morso dal cane di famiglia, uno Staffordshire bull terrier. I medici del Meyer lo hanno sottoposto a un intervento neurochirurgico, che è perfettamente riuscito. Non sono previsti danni neurologici dal momento che la ferita ha riguardato soltanto la pelle e l’osso del cranio, che è stato ricostruito grazie all’operazione. Sarà ora ricoverato nella terapia intensiva neonatale e la prognosi resta riservata.
Il bimbo aggredito nella casa di famiglia La questura ancora non sa a chi effettivamente appartenga l’animale che ha aggredito il bimbo nell’appartamento dei genitori, in via Franchetti a Firenze, intorno alle 13:30: al momento dell’incidente, oltre a mamma e papà, in casa c’erano anche altre tre persone. Il bambino è stato subito postato in ospedale. Soccorso, in codice giallo, anche un 24enne, che è stato portato all’ospedale di Careggi.
Intervenuti 118 e polizia Per i soccorsi sono intervenuti gli uomini del 118 e i poliziotti, che sono arrivati nell’abitazione della famiglia, nel quartiere di Novoli. Una volante ha invece raggiunto il Meyer e gli agenti stanno cercando di ricostruire quanto accaduto. La polizia municipale ha intanto contattato i veterinari per avere informazioni sul cane.

2025.2.21 Pedopornografia online, 6 arresti e 7 perquisizioni in Veneto
La polizia postale del Veneto ha arrestato sei persone tra i 51 e i 70 anni con l’accusa di diffusione e detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico. L’operazione, denominata “Custodia Pro Spes”, ha avuto origine da alcune segnalazioni di attività illecite su piattaforme di scambio di file. Nel corso di perquisizioni avvenute nelle province di Venezia, Belluno, Rovigo, Vicenza, Padova e Verona sono stati trovati i computer accesi e collegati alla rete mentre stavano scaricando e condividendo file illeciti.

2025.2.20 Roma, pugni e coltello contro sposi gay dopo la cerimonia
Sono stati aggrediti con pugni e coltello, alla stazione della metro Piramide di Roma, quando erano ancora in abito da cerimonia dopo l’unione civile in Campidoglio. È quanto raccontato da una coppia che, dopo essere andata al pronto soccorso, ha sporto denuncia. L’aggressione è avvenuta a fine gennaio. Le vittime hanno incontrato il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, e la presidente del I Municipio Lorenza Bonaccorsi, i quali hanno espresso la loro solidarietà.

2025.2.19 Omicidio Maati, la procura di Firenze: “Ucciso perché scambiato per il ladro di una sigaretta elettronica”
Per il delitto del 17enne, accoltellato a morte il 29 dicembre a Campi Bisenzio, ci sono sei indagati
Maati Moubakir, il 17enne ucciso a coltellate il 29 dicembre scorso a Campi Bisenzio, sarebbe stato inseguito dal branco e ucciso per un errore di persona: sarebbe stato scambiato per il ladro di una sigaretta elettronica. È quanto ipotizzato dalla procura di Firenze, sulla base di testimonianze e video delle telecamere di sorveglianza pubbliche, al tribunale del Riesame che deve decidere se revocare o attenuare la misura cautelare in carcere, cui è sottoposto, da fine di gennaio, Diego Voza, appena 18 anni, tra i sei indagati per l’omicidio del 17enne.
La ricostruzioneInsieme a Voza sono in carcere anche il fiorentino Denis Alexander Effa Ekani, 22 anni, Denis Mehmeti, 20 anni, il pratese Ismail Arouii, 20, Francesco Pratesi, anche lui fiorentino, 18 anni. C’è un altro ragazzo che è stato denunciato a piede libero. Per tutti, l’accusa è concorso in omicidio volontario aggravato dall’aver agito per futili motivi e con crudeltà per la particolare efferatezza dell’azione criminosa e la giovanissima età degli indagati. Il tribunale del Riesame si è riservato la decisione che depositerà tra qualche giorno.
La sera precedente al suo omicidio Maati era in discoteca con alcuni amici. Secondo la ricostruzione ipotizzata dagli inquirenti due ragazze avrebbero indicato un giovane che era al suo fianco, accusandolo di aver rubato, sei mesi prima, una sigaretta elettronica. Il giovane avrebbe reagito sputando verso le accusatrici. Le ragazze avrebbero chiamato a raccolta gli amici fuori dalla discoteca per segnalare il giovane che le aveva offese. Poi sarebbe partito l’inseguimento ai danni della persona sbagliata. Maati, hanno ricostruito finora le indagini, sarebbe stato inseguito e colpito prima da due degli indagati, poi in un momento successivo, mentre fuggiva lungo via Tintori, dagli altri tre indagati. Maati sperava di aver trovato rifugio su un bus, quando fu raggiunto da un quinto fendente, dritto al cuore.

2025.2.18 Monza, 26enne ritrovata morta nel bosco con mani e piedi legati
Indagini senza sosta per ricostruire le ultime ore di vita di Karine Cogliati. Denunciato un 46enne
E’ arrivata a due giorni dal ritrovamento in una zona boschiva di Carate Brianza (Monza e Brianza) l’identificazione di quel corpo che aveva mani e piedi legati con una felpa. Si tratta di Karine Cogliati, 26enne di origini brasiliane. Un uomo di 46 anni è stato rintracciato e denunciato per occultamento di cadavere.
A ritrovare il corpo senza vita di Karine Cogliati, domenica 16 febbraio, un escursionista che ha dato l’allarme. Dalle attività investigative è emerso che l’uomo avrebbe trasportato e abbandonato il corpo di Karin nel luogo del ritrovamento, avvenuto il 16 febbraio scorso in una zona boschiva della frazione di Costa Lambro. Subito dopo, si sarebbe allontanato dal territorio brianzolo fino a quando è stato individuato dai militari in Brianza.
Non sarebbero stati riscontrati a una prima ricognizione segni di violenza sul corpo. I carabinieri di Seregno comunque indagano a tutto campo per ricostruire le ultime ore di vita della giovane, che, secondo i media locali, era da tempo senza fissa dimora. La Procura di Monza ha aperto un’indagine, disponendo l’autopsia in programma giovedì 20 febbraio.

2025.2.18 Uomo ucciso dai cani a Bagheria (Palermo), la proprietaria: “Se sono stati loro pagheremo le conseguenze”
A “Pomeriggio Cinque” la testimonianza della donna in lacrime
A Bagheria, in provincia di Palermo, un uomo è stato trovato morto il 17 febbraio in contrada Malfitano. La vittima, l’85enne Salvatore Maggiore, è stato ritrovato, con profonde ferite alle gambe, dai figli che lo cercavano non avendo più sue notizie. Al momento non è chiaro se l’anziano abbia avuto un malore e poi sia stato aggredito da due cani o se siano stati i morsi degli animali a provocarne la morte. “Pomeriggio Cinque” approfondisce il caso con l’intervento di Emiliana Trovato, la proprietaria dei cani sospettati di aver aggredito l’anziano. La signora, in lacrime, commenta: “Se sono stati loro pagheremo le conseguenze”.
Riguardo al comportamento dei cani, Emiliana Trovato racconta: “Sono cani da guardia e abbaiano solo se qualcuno si avvicina al cancello la sera, ma poi facevano entrare chiunque. Non sono aggressivi, altrimenti non li avrei tenuti in casa. Tra l’altro una è cucciola, ha 8 mesi e ancora i denti da latte, una ha 8 anni con i denti un po’ guasti e uno di 4 anni ed è un cucciolone”. “Io voglio sapere solamente cosa è successo. Se sono stati i miei cani, paghiamo le conseguenze per rispetto dell’anima di Salvatore a cui volevamo molto bene”, conclude la donna in lacrime.

2025.2.17 Pedopornografia online, sette arresti: su un pc trovati oltre 150mila file compromettenti
polizia del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Lazio ha arrestato in flagranza sette persone con l’accusa di pedopornografia online. Al momento dell’esecuzione dei provvedimenti di perquisizione informativa, i dispositivi utilizzati erano tutti accesi e collegati. Tra gli indagati, un ex amministratore di condominio è stato trovato in possesso di oltre 150mila file catalogati da oltre 10 anni.

2025.2.16 Lite in un bar nel Goriziano, tre persone accoltellate: una ragazza è grave
L’autore del gesto, che ha aggredito i ragazzi seduti al tavolo con lui, è fuggito e viene cercato dai carabinieri
In un bar di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) un uomo ha accoltellato tre persone, ferendo con un coltello in maniera grave una ragazza e in modo più leggero due giovani. L’autore del gesto è fuggito e viene cercato dai carabinieri. La ragazza è stata soccorsa e portata a Trieste, dove è ricoverata all’ospedale di Cattinara.
Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, sembra che le quattro persone fossero tutte insieme sedute a un tavolino all’interno del caffè. Tra di loro, tutti giovani italiani, a un certo punto i discorsi sono divenuti sempre più tesi fino a far nascere una lite con toni aspri e offensivi.
Uno dei ragazzi allora con un coltello – non è chiaro se lo aveva con sé oppure se ne ha afferrato uno sul posto – ha aggredito gli altri due e la giovane. Le condizioni di quest’ultima sono gravi, ma non rischierebbe la morte. I due uomini aggrediti sarebbero stati soccorsi e portati all’ospedale di Gorizia.

2025.2.16 Roma, 25enne trovata morta in casa: ipotesi overdose | Indagato il compagno
In un primo momento, il fidanzato 35enne è stato arrestato per detenzione di stupefacenti, ora è anche indagato per morte come conseguenza di altro reato
All’alba del 13 febbraio, a Roma, una ragazza di 25 anni, Camilla Sanvoisin, è stata trovata morta dal compagno nella casa in cui convivevano, un piccolo appartamento di un relais alla Giustiniana, nel quadrante nord della Capitale. All’arrivo dei soccorsi la giovane, figlia del produttore televisivo Axel Egon, non c’era più nulla da fare. A dare l’allarme è stato proprio il fidanzato 35enne, spiegando che si era svegliato e l’aveva trovata priva di sensi. L’ipotesi al momento sarebbe quella di una overdose o comunque un malore legato all’assunzione di stupefacenti, ma si attendono i risultati dell’autopsia che chiarirà con esattezza le cause della morte della ragazza. In un primo momento, il compagno di Sanvoisin è stato arrestato per detenzione di stupefacenti, ora è anche indagato per morte come conseguenza di altro reato.
Il 35enne avrebbe raccontato alla polizia che lui e la fidanzata avevano consumato eroina prima di andare a dormire e che, al risveglio, si è accorto che Camilla stava male, che era immobile. Sul corpo della ragazza non sono stati trovati segni di violenza. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti.
L’esame autoptico potrebbe stabilire, oltre alle cause della morte della 25enne, se la ragazza si sarebbe potuta salvare se fosse stata soccorsa in tempo. Intanto, gli investigatori sono al lavoro per fare piena luce sulla vicenda. In particolare si sta cercando di risalire a chi ha ceduto la droga alla coppia di ragazzi. Sequestrati i cellulari trovati nell’appartamento, che verranno analizzati.
In casa gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo hanno trovato dosi di metadone in più rispetto alle prescrizioni mediche. Per questo il compagno della ragazza è stato arrestato per detenzione di stupefacenti. Poi è stato anche iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di morte come conseguenza di altro reato proprio nell’ambito delle indagini sul decesso di Camilla.
Il dolore della madre della giovane: “Sto impazzendo” “Mi manchi amore mio. Sto impazzendo” è lo struggente post della mamma di Camilla sui social. “Ascoltavo questa canzone quando eri nella pancia”, ha scritto ancora pubblicando foto della figlia, sorridente e con il volto circondato dai capelli ricci. Una galleria di ricordi accompagnati dalle note di “Teardrop” dei Massive Attack. E proprio la mamma aveva dato la tragica notizia su Facebook. “Mia figlia Camilla è morta – aveva scritto -. Vorrei avvisare tutti quelli che le volevano bene e chiedere un pensiero per lei”.
Sgomento e incredulità tra chi conosceva la giovane Sgomento e incredulità tra chi conosceva Camilla e la ricorda sempre “gentile e sorridente”. La ragazza, dopo aver frequentato il liceo nella centralissima piazza di Spagna, si era iscritta a un campus hi-tech. “Se penso che abbiamo parlato fino a due settimane fa e ieri ho saputo che sei volata via, la cosa mi distrugge – scrive un’amica in un lungo post accompagnato da foto insieme -. Spero che ovunque tu sia ora possa portare tutta la pazzia e la voglia di vivere che avevi e che possano avere il sushi che tanto amavi. Ciao Cami, un bacio ovunque tu sia”.

2025.2.15 Lecce, un 65enne arrestato per abusi su un bambino di sette anni
Un uomo di 65 anni di Parabita (Lecce) è stato arrestato perché gravemente indiziato di abusi su un bambino di 7 anni. I carabinieri di Gallipoli hanno eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare dopo le indagini scattate in seguito a una querela presentata dalla madre del piccolo. I militari hanno eseguito una perquisizione informatica sull’attività lavorativa dell’indagato, incensurato, e sequestrato telefoni cellulari con materiale verosimilmente pedopornografico. Rinvenuti molti supporti cd e dvd masterizzati, che saranno analizzati dagli inquirenti. L’uomo è stato portato al carcere Borgo San Nicola di Lecce.

2025.2.14 Fine vita, primo caso di suicidio assistito in Lombardia

Una 50enne, affetta da sclerosi multipla progressiva, è morta dopo l’auto-somministrazione di un farmaco fornito dal Servizio sanitario nazionale. Tajani: “Serve una competenza nazionale”

Primo caso di suicidio assistito in Lombardia. Una cinquantenne, affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre 30 anni, è morta nelle scorse settimane nella sua casa dopo l’auto-somministrazione di un farmaco letale fornito dal Servizio sanitario nazionale, insieme alla strumentazione necessaria. Il farmaco e la strumentazione sono stati forniti SSn dopo 9 mesi dalla richiesta. Si tratta del sesto caso in Italia.

Paralizzata e bisognosa di assistenza continuativa La donna, a causa della malattia, era paralizzata e costretta a una condizione di totale dipendenza e necessità di assistenza continuativa: il suo è il primo caso in Lombardia. “La mia breve vita è stata intensa e felice, l’ho amata all’infinito e il mio gesto di porre fine non ha significato che non l’amassi”, ha scritto nell’ultimo messaggio la donna.

La procedura prevista dalla Consulta Dopo aver atteso 9 mesi dalla sua richiesta, la 50enne è stata la sesta persona in Italia (la quinta seguita dall’Associazione Luca Coscioni) ad aver completato la procedura prevista dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso ‘Cappato/Antoniani’, con l’assistenza diretta del Servizio sanitario nazionale che ha fornito il farmaco e ogni strumentazione necessaria.

I requisiti stabiliti dalla Corte con la sentenza Cappato La paziente aveva inviato la richiesta di verifica delle sue condizioni a inizio maggio 2024. L’azienda sanitaria a fine luglio 2024, dopo l’acquisizione del parere del comitato etico, le ha comunicato il possesso dei requisiti stabiliti dalla Corte con la sentenza Cappato (capacità di prendere decisioni libere e consapevoli, patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili dal richiedente, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale). Ha potuto così procedere con l’auto-somministrazione del farmaco letale a gennaio, nella propria abitazione, assistita dal dottor Mario Riccio e circondata dai suoi cari, come spiega l’Associazione.

Aiuto medico per la morte volontaria “Regione Lombardia ha fornito l’aiuto medico per la morte volontaria perché era suo dovere farlo. Si conferma così nei fatti ciò che avevamo sostenuto anche in occasione dell’irresponsabile decisione del Consiglio regionale di dichiararsi incompetente in materia”, hanno spiegato Filomena Gallo e Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni.

La Toscana e la legge sul suicidio assistito A proposito di decisioni dei Consigli regionali, l’11 febbraio il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato la legge che regolamenta il suicidio assistito (con 27 voti a favore del centrosinistra e 13 contrari del centrodestra – nessun astenuto e un solo consigliere che non si è espresso) riuscendo così a far passare la proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dall’associazione Luca Coscioni. La Toscana è diventata la prima Regione italiana ad approvare la legge sul suicidio assistito.

La richiesta al presidente Fontana In merito al caso della donna in Lombardia, Gallo e Cappato sottolineano che “se fosse stata in vigore la nostra legge di iniziativa popolare “Liberi subito”, la 50enne avrebbe potuto seguire una procedura chiara e definita invece di dover affrontare, insieme al personale sanitario, una corsa a ostacoli durata 9 mesi. Chiediamo al presidente Fontana di tornare sulla materia, riesaminando il contenuto della nostra legge ed emanare un atto di Giunta, come preannunciato dal presidente Zaia in Veneto”.

Tajani: “Deve esserci competenza nazionale” Sulla questione si è espresso anche Antonio Tajani. Sul fine vita “la posizione di Forza Italia è chiara: non può esserci una competenza regionale, deve esserci una competenza nazionale. C’è un dibattito in Parlamento e il Parlamento è sovrano, bisogna ben distinguere tra il suicidio assistito e l’accanimento terapeutico. Siamo tutti contrari all’accanimento terapeutico, il suicidio assistito non è che mi convinca molto. Sono però assolutamente convinto che nessun debba accanirsi e far soffrire di più una persona. Lo dico anche per esperienza diretta: quando ho dovuto decidere per mia madre, io ho deciso ‘no’ all’accanimento terapeutico, non c’erano più speranze di poterla salvare”, ha detto il vicepremier e leader di Forza Italia.

2025.2.13 Omicidio Federica Squarise, esce dal carcere l’uruguaiano che la violentò e la uccise
La giovane venne assassinata nel 2008 mentre era in vacanza a Lloret de Mar, e il suo cadavere venne trovato nascosto nella boscaglia. Il “Gordo” Silva confessò l’omicidio, ma negò la violenza sessuale
L’uruguaiano Victor Diaz Silva, conosciuto come “Gordo”, condannato a 17 anni e 9 mesi per aver violentato e ucciso Federica Squarise nel 2008, è libero. La giovane venne assassinata mentre era in vacanza in Spagna, a Lloret de Mar, e il suo cadavere venne trovato nascosto nella boscaglia. Arrestato dalle autorità spagnole, Silva confessò l’omicidio ma negò la violenza sessuale. Il Gordo (che significa “grasso”) sarà ufficialmente scarcerato il 31 marzo 2026, ma grazie alla legislazione spagnola già da ora è di fatto libero: si è sposato e ha trovato un lavoro.
Secondo le leggi spagnole, infatti, un detenuto che entra nell’ultimo quarto della pena ha diritto a permessi premio e a uscire dal carcere, a patto però che segua un percorso di recupero. Silva ha conosciuto proprio in prigione la sua attuale moglie ed è andato a vivere a Saragozza.
L’omicidio di Federica Squarise Nel 2008 Silva era giunto da clandestino a Lloret de Mar pochi giorni prima di incontrare Federica Squarise in un bar. Dopo che la donna lo ebbe rifiutato, l’uruguaiano la trascinò in un boschetto dove la violentò e la uccise. La polizia spagnola avvertì la famiglia di Federica della scomparsa e iniziarono le ricerche. Il 7 luglio il cadavere della 23enne fu ritrovato nascosto in un parco cittadino.
L’arresto del Gordo e il processo Due giorni dopo, il 9 luglio, il Gordo venne arrestato a Tarragona, a meno di 200 chilometri dal luogo del delitto. Gli agenti riuscirono a rintracciarlo grazie alla testimonianza di alcuni suoi amici connazionali, ai quali l’uomo aveva confidato di aver ucciso Federica “per uno sbaglio che può capitare a tutti”. Il Gordo fu risconosciuto dalle forze dell’ordine nonostante avesse tentato di camuffarsi e cambiare i propri connotati: si era infatti rasato i capelli e andava in giro fingendosi frate, con tanto di Bibbia sempre in mano. Poi la confessione e il processo, durante il quale l’uruguaiano continuò a sostenere che il rapporto sessuale con la Squarise fosse consenziente.

2025.2.13 Truffa utilizzando il nome di Crosetto, due indagati a Milano
I malviventi, fingendo di agire per conto del ministro della Difesa, chiedevano ingenti somme di denaro a professionisti e imprenditori per pagare fantomatici riscatti e liberare inesistenti giornalisti rapiti in Medioriente
Ci sono due indagati, due cittadini stranieri, nell’inchiesta sui truffatori che, utilizzando il nome del ministro della Difesa Guido Crosetto, hanno chiesto ingenti somme di denaro a professionisti e imprenditori per pagare fantomatici riscatti e liberare inesistenti giornalisti rapiti in Medio Oriente. I magistrati hanno bloccato i conti olandesi su cui è stato trovato il milione di euro versato ai truffatori da Massimo Moratti, una delle vittime.
I due indagati risulterebbero intestatari del conto corrente olandese sequestrato mercoledì e su cui i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno congelato i 979.980 euro pagati in due tranche da Massimo Moratti dopo il raggiro.
L’inchiesta contesta le ipotesi di reato di associazione a delinquere, truffa aggravata dal danno di rilevante entità e sostituzione di persona.

2025.2.13 Sgominata banda di truffe online “svuota conti”
Il blitz dei carabinieri ha smantellato la centrale operativa nel rione Sanità a Napoli
La ‘centrale’ della truffa svuota conti correnti a Napoli era nel cuore dello storico rione Sanità, in un vicolo lastricato dai ciottoli, dentro un immobile diroccato e disabitato. Ma sul suo terrazzo i carabinieri hanno notato nei giorni scorsi un via vai sospetto di persone. Il blitz ha permesso di individuare dei locali allestiti come una centrale operativa per truffe online.
Un portatile e 5 smartphone sono stati sequestrati e quel che appare a prima vista roba di poco conto nasconde in realtà ben altro. Il pc – attraverso applicativi web – è collegato direttamente agli smartphone che sfornano migliaia di link fraudolenti per poi inviare centinaia e centinaia di sms.
“Gentile cliente, la sua carta è in fase di blocco, per evitare la sospensione, aggiorna i dati. Accedi”. Questo uno dei messaggi che arriva alla vittima, portata a cliccare su quello che sembra essere il link al sito del proprio istituito di credito, perché l’sms si inserisce maliziosamente nella cronologia dei messaggi realmente già ricevuti dal proprio istituto di credito. Fa tutto parte della truffa e la vittima, inseriti i dati personali nei campi obbligatori del sito esca, finisce per essere raggirata. Dai primi accertamenti, i militari dell’Arma riescono a documentare 5 truffe già consumate per un importo complessivo di 10mila euro e a sventarne 3.
Le perquisizioni permettono di sequestrare anche 44 sim ‘vergini’. Un uomo di 27 anni è stato denunciato ma le indagini dei carabinieri proseguono per ricostruire la complessa truffa.

2025.2.11 Calci e pugni a una guardia giurata donna, malvivente consegnato alle forze dell’ordine
E’ successo in un supermercato
Arezzo, 11 febbraio 2025 – Aggredita una Guardia Giurata Sicuritalia ad Arezzo. È accaduto ieri nel tardo pomeriggio, intorno alle 17:50, in un supermercato locale in cui l’operatrice della sicurezza Sicuritalia stava prestando servizio.
Un uomo, in evidente stato di alterazione, ha aggredito violentemente la Guardia Giurata intenta a sedare un litigio tra due persone in fila alla cassa del supermercato. L’aggressore ha sferrato due pugni in faccia alla Guardia Giurata e ha più volte sferrato calci sul ginocchio della stessa.
Prima che la situazione degenerasse sono intervenute in loco due pattuglie Sicuritalia, e contestualmente è stato richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine, prontamente giunte sul posto, che hanno proceduto ad identificare e prendere in consegna il malvivente. La donna si è recata al Pronto Soccorso più vicino.
Le sue condizioni sono buone, nonostante alcuni segni di tumefazione in volto e lividi al ginocchio. Questo episodio conferma la capillarità del presidio degli operatori della sicurezza Sicuritalia sul territorio aretino, costantemente in prima linea per arginare fenomeni di microcriminalità.
Ad Arezzo Sicuritalia vanta una presenza radicata nel tempo, che di recente è stata interessata da una riorganizzazione interna che l’azienda ha attuato nell’ottica di un efficientamento operativo, volto a garantire una sempre maggiore qualità dei servizi erogati.
Ad oggi Sicuritalia impiega 35 Guardie Giurate Particolari ad Arezzo, e ha programmato un significativo piano di investimenti per il territorio.

2025.2.11 Babysitter uccisa a Milano, gip: “Il compagno stava per partire per Lisbona”
Per la gip di Milano Anna Calabi sussistono i gravi indizi di colpevolezza
Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, il compagno di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, la babysitter uccisa a Milano, era pronto per partire per Lisbona. È quanto scrive il gip Anna Calabi nel provvedimento con cui ha convalidato l’arresto e disposto il carcere per il salvadoregno. “Ha agito con lucidità per sbarazzarsi del cadavere e la sua versione, ossia l’aver ucciso la sua compagna involontariamente durante un gioco erotico, deve ancora essere verificata”, sottolinea il giudice. L’uomo, che ha ammesso l’omicidio, ha detto di aver nascosto il corpo in un borsone e di averlo poi gettato nei campi dell’hinterland milanese.
Per la gip sussistono i gravi indizi di colpevolezza.
“Simulai il suo allontanamento” Pablo Heriberto Gonzalez Rivas ha raccontato di aver “gettato in un cestino vicino a casa il cellulare” spento di Jo insieme al suo cappello rosso e ad alcuni indumenti nel pomeriggio del giorno dopo l’omicidio per simulare un allontanamento volontario.
Il 48enne ha spiegato che il rapporto di coppia andava bene, senza discussioni e di essere dispiaciuto per quello che è accaduto.
Il giudice ha osservato che qualora fosse rimesso in libertà, Gonzalez potrebbe facilmente rendersi irreperibile, in quanto durante il suo interrogatorio è emersa la circostanza che era in procinto di recarsi a Lisbona senza la compagna. Da lì avrebbe potuto poi andare in El Salvador, dove ha sempre vissuto fino a sei anni fa e dove risiede la sua famiglia. Quanto, invece, al rischio di reiterazione del reato non sussiste considerato che, da un lato la vittima era la sua compagna da lungo tempo e dall’altro il 48enne è incensurato e mai ha evidenziato particolare pericolosità sociale. Pertanto il rischio di ricadere in un altro crimine della stessa specie appare poco verosimile.

2025.2.10 Anziana massacrata per rapina in casa, indagato un minore
La donna era stata aggredita e sfregiata in casa all’alba. Necessari un centinaio di punti di sutura eulle ferite. Il sospettato nel mirino del Ris dei carabinieri di Terni
Terni, 10 febbraio 2025 – E’ un minorenne di nazionalità straniera e residente a Terni, che era già noto ai carabinieri, l’indagato per la rapina violenta ai danni dell’anziana di 83 anni brutalmente aggredita nella sua abitazione, nella zona centrale, all’alba dello scorso 7 gennaio. L’inchiesta dei carabinieri è coordinata dalla Procura dei Minorenni dell’Umbria, guidata da Flaminio Monteleone, a cui per competenza sono stati trasmessi gli atti dalla Procura di Terni. Il minore, che sembra essere un vicino di casa della donna, è indagato per rapina aggravata e lesioni. Avrebbe agito da solo in quello che, come ipotizzato già nelle prime ore, è un tentativo di furto finito male.
L’anziana, insegnante in pensione che vive da sola, era stata aggredita sul letto di casa intorno alle 5 e massacrata anche con un’arma da taglio, riportando ferite al volto e alle braccia che avevano richiesto in ospedale un centinaio di punti di sutura. L’appartamento era stato poi passato al setaccio del Ris dei carabinieri, che avrebbero trovato impronte o altri elementi riconducibili all’indagato. Il malvivente si era introdotto nell’abitazione, al secondo piano, arrampicandosi dall’esterno e forzando una porta finestra.

Una vera e propria scia di furti ha interessato la frazione cortonese di Fratta Santa Caterina nella serata di venerdì…
2025.2.9 Raffica di furti tra Cortona e Arezzo, i residenti: “Siamo esasperati”
Una vera e propria scia di furti ha interessato la frazione cortonese di Fratta Santa Caterina nella serata di venerdì scorso. Almeno 5 le abitazioni dove i malviventi sono riusciti ad entrare e a rubare quanto più possibile, mentre altre abitazioni hanno subito il tentativo, ma senza andare a segno. Una banda di ladri avrebbe agito indisturbata tra le 18,30 e le 19 facendo una vera e propria razzia e colpendo in maniera certosina molte abitazioni a poca distanza l’una dall’altra. Le prime case visitate dai ladri sono state quelle in prossimità della chiesa della frazione. Poi i ladri si sono diretti in direzione dell’ospedale Santa Margherita colpendo altre abitazioni. Non è nemmeno escluso che la banda sia composta da più persone che abbiano agito in contemporanea. Bottini consistenti in alcuni casi. Rubati oro e preziosi oltre soldi contanti. In una abitazione di una signora che si trovava fuori Cortona per vacanza, sono riusciti a smurare e portare via anche la cassaforte. Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi mesi i ladri hanno preso di mira le abitazioni della frazione con una certa continuità facendo crescere la preoccupazione tra i residenti che ora invocano maggiori controlli. “Siamo esasperati dalla situazione – ci racconta un residente della zona colpito il giorno dell’epifania dall’ennesimo furto – le razzie sono sempre più frequenti. Agiscono indisturbati al calare della sera e devastano tutto quello che trovano”. I residenti si sono anche organizzati con una chat su Whatsapp “Fratta sicura” per cercare di segnalare in tempo reale situazioni sospette . Durante la settimana appena trascorsa, sempre nel cortonese, nella frazione di Montecchio del Loto, si sono verificati altri casi di furti, questa volta ai danni delle auto in sosta di fronte alla palestra comunale della frazione. Colpite numerose vetture dei genitori degli atleti che erano in quel momento presenti per allenamenti in palestra. Rotti i finestrini e rubato tutto ciò che era in quel momento disponibile all’interno.. Altri casi di furto si segnalano nella località aretina del Matto. Anche qui i residenti si sono organizzati con un gruppo Whatsapp per segnalazioni sospette. Venerdì sera l’ennesimo furto ed è tornata la paura.

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